12° Cronoscalata del Reventino: La parola ai protagonisti
Aggiornata al : 25/07/2010 , ore 21:56:45
Come sempre movimentata e partecipata la premiazione svoltasi presso la Villa Comunale di Platania. Alla presenza degli assessori del Comune di Lamezia, Giusi Crimi e Rosario Piccioni, sono stati premiati i vari vincitori di classe. L’occasione è stata propizia per avvicinare qualche protagonista.
Sorridente il vincitore Simone Faggioli, a cui sussurriamo: come nelle previsioni? “Diciamo di sì, anche se queste sono gare difficili e finchè non arriva la fine non si può mai dire quale sarà il risultato finale. E’ stato difficile anche per le tante interruzioni nella seconda manche, la strada peggiorata a causa dell’olio a terra e quindi bisognava amministrare bene per non fare errori. L’importante era portare a casa la vittoria per il campionato, ci siamo riusciti, ringrazio tutto il team Osella per il lavoro”. Quest’anno tris: sei imbattibile sul Reventino? “Mah, non saprei. Ogni anno è una gara a sé, bisogna continuare a lottare e poi vedremo”. Ipoteca sul campionato? “Ancora no: finchè non arriviamo alla fine non si può dire niente”. Impressione sul pubblico, più numeroso? “Un po’ l’ho visto, ma non più di tanto, diciamo – sorride – che ero concretato sulla pista. L’ho visto tanto tornando giù tra prima e seconda manche: ringrazio anche loro per il tifo”.
Rammaricato Franco Cinelli, giunto terzo. “Nella seconda manche sì per come era la strada. Nella prima invece quando ho abbassato la visiera tutta piena d’acqua pensavo che era bagnata sono andato su e ho regalato la gara, però quando si va sul podio va sempre bene. Peccato per le interruzioni: per me dopo Trento e Limabetone come difficoltà il Reventino è molto bella: a me piacciono questo tipo di gare come il Reventino, non apprezzo le autostrade bensì le guidate”. Faggioli imprendibile? “Per il momento sì”. Gli obiettivi di Cinelli? “Divertirmi”. E sull’ambiente? “Molto caloroso, anche quest’anno c’erano molti spettatori, gli organizzatori sono stati brevi”. Nella seconda manche si sono innalzati i tempi, avete tirato via il piede dall’acceleratore? “No, c’era una marea d’olio in pista e rischiare non serve a niente”
Soddisfatto il pilota reggino Carmelo Scaramozzino. “Tutto bene per me, sono contento, peccato per l’asfalto dove c’erano gradini inattesi, ma per il resto tutto a posto. Faggioli? Ha una macchina molto veloce, lui poi è bravo, però io mi posso difendere in mezzo agli altri”. Un giudizio sul Reventino? “Gli organizzatori ci mettono tanto impegno e penso che si meritano tutto questo”. Obiettivi personali? “Penso di fare Gubbio e poi vediamo”.
Non è passata inosservata alla Cronoscalata del Reventino la presenza del costruttore calabrese, di Simeri, Leonardo Elia unico in Calabria dal lontano 2007 e presente con ben 6 macchine (Polizzi, Tommaso Elia, Cuomo datomi in prestito dal carissimo amico Tonino Esposito della Sorrento Sport, poi c’è Piria e Caruso) a questa gara. “E’ una passione che coltivo negli anni – inizia Elia -, anche da ragazzo ma l’ho potuta realizzare solo da qualche anno, quando i miei figli hanno preso in mano la situazione. Ed infatti mio figlio Tommaso corre con una macchina costruita da noi. Sono soddisfatto del Reventino, una gara bellissima che tra l’altro è organizzata splendidamente dagli amici Enzo Rizzo, Rolando Scalise (tra l’altro mia madre è anche una Scalise) e Mario Roppa. Non sto facendo molte gare perché curo di più i clienti: io preferisco che siano i clienti numeri, risultati sui campi di gara. Ho una filosofia diversa dagli altri perché loro portano una vettura vincente, io preferisco che siano i clienti a curarsi la propria vettura e magari a vincere. Qui ha esordito una nostra nuova macchina, la monoposto, l’ho fatto per onorare al meglio questa gara: per me il Reventino è la terza gara per importanza dopo Gubbio e Fasano. Le ho fatte tutte ma il Reventino merita sicuramente il podio perché è cresciuta tantissimo. Oggi venire a correre qui è una grande cosa”
Ed eccoci al pilota lametino Angelo Mercuri vincitore alla guida di una 500 Gruppo Minicar classe 700. “Sono soddisfattissimo e poi ci tenevo in particolare a questa gara soprattutto per mio padre Giuseppe che da quest’anno non c’è più. Sicuramente mi avrà aiutato lui, anzi lo sta facendo in ogni gara, diciamo che stiamo guidando in due. Avevo già vinto lo scorso anno ed in questa edizione ho abbassato nuovamente il record della mia classe. Tecnicamente l’ho trovata un po’ peggiorata in qualche punto e magari avrei potuto abbassare ancora di mezzo secondo. Io corro perché ho nel sangue trasmessa da mio padre con la 500: poi vincere a Lamezia è un’emozione particolare e non vedevo l’ora di finire la gara perché temevo qualche inconveniente alla macchina. Ripeto per me è una grande gioia, poi con un tempo di 4’45” che è un ottima performance”.
“Siamo contenti – inizia l’esperto siciliano Giovanni Cassibba, era presente anche il figlio Samuele senjor - perchè abbiamo preso punti per il campionato della nostra classe, va bene così anche si è vinto l’assoluto di gruppo e andiamo avanti per il secondo posto visto che il primo è irraggiungibile. Inutile negarlo: Faggioli ha un mostro di macchina”. Come ha trovato il Reventino? “Molto più veloce degli altri anni, peccato per la seconda manche dove senza pioggia i tempi si sarebbero potuti ancora abbassare”.
Lamezia Terme, 25 luglio 2010
UFFICIO STAMPA
Rinaldo Critelli
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