Un rally contro la leucemia, il Casentino tende la mano all’AIL
Aggiornata al : 14/07/2010 , ore 18:02:28
Ci sono tanti modi per vincere una gara: arrivare prima degli altri, spremere il meglio di sé, battere ogni avversario e alla fine ricevere un bel premio; ma si può vincere un rally anche prima di salire in macchina, se quella che si corre non è solo una battaglia contro il tempo ma l’inseguimento di un sogno, un sogno bello, un sogno di tutti. Le migliaia di appassionati che hanno seguito il 30° Rally del Casentino hanno vissuto anche questa “gara nella gara”, l’iniziativa nata a sostegno dell’AIL di Arezzo sotto l’egida della Fondazione Fedelux, nata nel ricordo del grande tennista aretino Federico Luzzi, tragicamente scomparso proprio per una leucemia nel 2008. A promuovere – per la seconda volta, dopo il buon successo del 2008 – la lotteria a sfondo benefico ancora una volta Maurizio Cappelletti, navigatore, pilota, ma soprattutto grande appassionato di rally e già vittorioso, sette anni fa, nella sua personale guerra alla leucemia.
Dopo aver rischiato di brutto, e grazie alle cure nell’ospedale aretino (dei dottori Caremani, Occhini e Benci del reparto di ematologia del San Donato) e ad una grandissima forza di volontà, Maurizio ha deciso che niente, neanche un rally, fosse più come prima: era giusto anzi necessario darsi da fare, perché in quei mesi di cure devastanti, e negli anni seguenti, ne aveva viste fin troppe di storie finite peggio della sua. Fra queste anche quella di Chicco Luzzi, che morendo commuoveva il mondo proprio mentre Maurizio era tornato praticamente nel pieno delle forze. Appena la salute glielo ha consentito Maurizio ha infatti ripreso il suo posto nel giro dei rally: organizzando gare, allestendo stand, indossando tuta e casco appena possibile per sfidare il cronometro, promuovendo i migliori prodotti specializzati: sembrava che il profumo stesso delle macchine da corsa lo tenesse aggrappato alla vita, come la famiglia che nel frattempo gli stava nascendo intorno, soprattutto dopo l’arrivo della figlioletta Angelica.
“Da allora – ci ripete spesso – cerco di mobilitare me stesso e le persone che conosco per sostenere la ricerca contro questa malattia. In quel periodo ho conosciuto molta gente che non ha avuto la mia stessa fortuna, ma la scienza può sconfiggere questo male e se l’aiutiamo può farlo presto”.
E com’è andata stavolta al “Casentino”?
“La gara benone. Io e Luca Rossi, su Citroen C2 in gruppo R2, abbiamo vinto ben quattro prove speciali, e solo qualche noia alla vettura ci ha impedito di vincere la nostra classe lasciandoci comunque un ottimo secondo posto, a 28” da De Angelis. Anche stavolta abbiamo messo su una macchina con livrea dedicata all’AIL e abbiamo organizzato una lotteria con in premio una Citroen C1; è stato un grande successo, ben superiore a quello del 2008. Consegneremo infatti alla Fedelux la somma di circa 20.000 euro, un risultato ottenuto con l’ottimo lavoro di molti volontari sia in Casentino che su Arezzo. L’AIL ha conosciuto quanto può essere grande la solidarietà dei casentinesi, io ringrazio tutti quelli che ci hanno sostenuto e spero di poter ripetere quest’esperienza il prossimo anno, per chi lotta con queste malattie e vive nella speranza di un successo della scienza”.